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La figura del barman è radicalmente cambiata, afferma Carmine Lamorte, uno dei big della professione. Non c’è più il lungo e duro tirocinio dalla scuola alberghiera alla gavetta dei grandi alberghi, non ci sono più i grandi maestri che “allevavano” gli apprendisti. In compenso sono sempre più prepotenti le direzioni che badano più al calcolo dei numeri (cioè dei soldi che s’incassano) che non alla soddisfazione dei clienti. Ci sono, per fortuna, barmen e barmaids che sono diventati bar manager e coniugano la modernità con la classicità di un tempo, che si sono evoluti sia sotto il profilo professionale sia sotto quello umano. Il vero barman, così diverso dalle orde di giovanotti e ragazzotte che s’improvvisano baristi d’assalto in locali improbabili, è attento ai gusti e alle necessità della clientela, abbinando doti socializzanti e psicologiche all’abilità professionale.
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