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Prima di lasciare spazio alle Alpi Lepontine (ricordate, a scuola? Ma Con Gran Pena Le Reca Giù...) la conca ossolana accoglie di nuovo vigneti e vinificatori. Viticoltura ed enologia, reduci da decenni di trascuratezza e quasi totale abbandono, stanno rinascendo e accanto ai vitigni tradizionali se n`impiantano di nuovi. Ecco allora che accanto alle storiche uve Nebbiolo s`affacciano Cabernet e Cabernet Sauvignon, il Merlot ed altro ancora, col ritorno della Barbera d`origine monferrina, tanto per citarne alcune. E si sta provando anche con la Malvasia.
La solida (un tempo) tradizione vinaria dell`Ossola si rinfranca e si riaffaccia sul mercato. Gran parte dei produttori hanno ancora dimensioni minuscole. C`é chi fa solo 200 litri di vino che non bastano nemmeno al consumo famigliare e si rifornisce al supermercato per il rifornire la cantina. C`è chi da 2 o 3 quintali d`uva americana ricava poche bottiglie "di non rilevante spessore" che nelle migliori annate può persino arrivare anche a 10 gradi (una specie di gazzosino, insomma). Ma c`é anche chi arriva a produrre, sia da uve proprie sia da altre conferite, più di 130 ettolitri di vino: grosso modo, in termini di mercato, 17.000 bottiglie che non sono bruscolini.
Quali gli uvaggi? Principalmente Nebbiolo, vitigno storico presente in zona già in un`imprecisata "antichità", da quale si ottiene il mitico Prunént parente stretto di Barolo, Barbaresco e Gattinara. Un vino interessante, quindi, che s`attende nuovi fasti. C`é poi il Merlot, vecchiotto. Il Pinot nero, venuto dal Medoc francese dove fu importato addirittura al tempo dell`antica Roma, secondo il periodo di raccolta, é vinificato in bianco o in rosso. Altri rossi sono il Barbera, la Bonarda (detta anche, secondo le zone, Croatina o Uva Rara o Vespolina) originaria di Chieri e proveniente poi da Gattinara.
Tra i bianchi, tutti introdotti di recente, ci sono il Grechetto dell`Umbria, Chardonnay bianco e grigio, l`Erbaluce del Piemonte.
I luoghi di produzione, tra grossi e minuscoli, sono, in ordine rigorosamente alfabetico: Beura Cardezza, Bognanco, Crevoladossola, Crodo, Domodossola, Masera, Montecrestese, Piedimulera, Trontano, Varzo, Villadossola, Vogogna. In qualche posto si alleva la vite all`antica "topia" lasciandola correre su tralicci di legno, a mo` di pergola che da più legno e foglie che uva, ma sapete come sono le tradizioni...
Cin cin, e non lasciatevi scoraggiare da qualche (rara) esperienza negativa. C`è del buon vino, in Ossola, e non è difficile trovarlo.
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