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Dal punto di vista geografico siamo, più o meno, al centro del Lago Maggiore. Di certo, siamo nei centri che calamitano più turisti. Non sempre golosi, anzi spesso disposti a barattare il gusto con la vista, beandosi dei panorami e buttando giù qualcosa tanto per togliersi la fame. Eppure, per chi non s’accontenta d’una cosa qualunque e via, ci sono molti buoni indirizzi.
Oltre ai ristoranti classici, e smentendo la presunta mediocrità della cucina d’albergo, ci sono molti imprenditori che puntano decisamente sulla tavola. Alcuni aprendo un angolo gourmet con offerte curate e a volte raffinate, altri promuovendo serate a tema che vanno dalla cucina tradizionale di lago a quella robusta di montagna, da quelle delle regioni a virate all’estero. E il gusto ci guadagna.
Frequentatissimi i ristoranti delle Isole Borromee.
In questa zona sono nati piatti che hanno assunto fama mondiale. Un esempio è il filetto di pesce persico alla Borromea: dorato al burro, il filetto è poi spadellato con cubetti di limone capperi e funghi. Un classico.
Famosi anche i rotolini di pesce con salse diverse da un locale all’altro. Il pesce d’acqua dolce trionfa in ogni locale, con preparazioni sorprendenti, come il coregone alla gorgonzola. Erano prelibate anche le alborelle fritte, ma oggi non se ne pescano più...
Anche per i dolci c’è una specialità eccellente, le mitiche Margheritine di Stresa (a Baveno le chiamano Fedorine) che si affiancano alla pasticceria tradizionale.
Ci sono molti bar, buone birrerie, ricche enoteche, gelaterie tentatrici. Tutti tendono a soddisfare le esigenze della clientela internazionale, non sempre di gusti semplici.
Molti alimentaristi brillano per varietà e pregio di cose golose.
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