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In Ossola mancano solo le colline. Il resto, c’è tutto: vaste conche pescose, pascoli d’altura profumati d’erbe e fiori, pendii con vitigni secolari, monti ricchi di caprioli cervi e camosci, capre da latte e morbidi capretti. E poi funghi, castagne, lumache… C’è la più antica cucina della zona, quella medioevale dei Walser. Ci sono due Istituti Alberghieri, il Formont di Druogno e il Rosmini di Domodossola.
Le proposte dell’enogastronomia ossolana, con sfumature diverse di valle in valle, sono robuste e saporite. I soli gusti “morbidi” sono quelli di mozzarella e ricotta, che però hanno un loro sentore di pascoli alpini. Tutto il resto, dai salumi ai formaggi, dalle carni ai vini, ha un gusto particolare: “Ossola, un Mondo speciale” non è solo uno slogan accattivante, ma la realtà di una terra singolare.
Tuffarsi nel gusto ossolano è un piacere sottile e gratificante che soddisfa i palati pi§ curiosi ed attenti.
Un elogio (meritatissimo) va attribuito alla rinascente enologia dell’Ossola. Mani sapienti hanno ricuperato un vino eccezionale, il mitico Prunent, da uva Nebbiolo, che già nel medioevo godeva di gran fama non solo sul posto. A fianco, altri vini di recente introduzione.
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