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Nella pianura novarese, sfruttando le acque del Lago Maggiore, si coltiva il riso che trova la sua massima espressione nella PANISCIA, un risotto con fagioli, verza, salame sotto grasso, cotiche, lardo e vino rosso. E’ un piatto indescrivibile, preparato con variazioni personali, un classico della cucina novarese. Per chi vuole provarlo a casa, sul sito www.ciaolagomaggiore.it ci sono i consigli utili.
Il riso è oggetto di culto, ogni varietà si esprime al meglio in preparazioni particolari, e perfino nei dolci, nella farina e nell’olio (è delizioso e leggerissimo).
L’acqua del lago serve anche per allagare i campi d’erba da foraggio usata per l’alimentazione delle mucche da latte. Ecco perché la gorgonzola novarese è così prelibata e per produzione (e consumo) è a il secondo formaggio italiano, dopo il Parmigiano. Sia nella versione piccante sia in quella dolce nata attorno alla metà del 1900, la Gorgonzola è la risorsa suprema per insaporire la polenta, ma i cultori del gusto lo preferiscono a fine pasto, magari accompagnato da un po’ di miele o mostarda di frutta che ne esaltano il sapore.
Fatta la gorgonzola, nei caseifici rimane il siero di latte che è un ottimo alimento per i maiali dei vicini allevamenti. Ed ecco spiegato perché i salumi della bassa sono così pregiati: salsicce, prosciutti, lardo, pancetta, salami crudi e sotto grasso, cotechini, sanguinacci, filetti essiccati sono il top del gusto. E anche la carne di maiale cucinata, qui, ha un sapore particolare.
Sui timidi rilievi che dalla zona dei laghi degradano verso Novara, da sempre si coltiva la vite e si fanno vini, molti dei quali hanno ottenuto la DOC. Ci sono rossi robusti a base di Nebbiolo (Ghemme, Fara, Sizzano, Boca, Spanna), Barbera, Bonarda e Croatina, un delizioso e intrigante Cortese bianco, tutti vini che ben si sposano con la cucina del territorio esaltandone il gusto.
Novara è famosa nel mondo per i suoi Biscottini, a base di farina, uova e zucchero. La degna fine d’un buon pasto e un goloso souvenir da portare a casa.
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